martedì 28 aprile 2015

MIGLIORAMENTO NATURALISTICO DI UN GIARDINO POVERO, DI SOLA ERBETTA



Negli ultimi anni, al fine di migliorare naturalisticamente il mio prato di sola erbetta, ho prodotto le seguenti operazioni ed il risultato è che, per un lembo piccolissimo di territorio, ho creato delle condizioni che matureranno sempre più negli anni e che favoriranno la ricerca del cibo da parte degli uccelli insettivori, frugivori e semivoli; inoltre le siepi informali di piante autoctone che cresceranno forniranno altro cibo, rifugio, sito di sosta ad uccelli e piccoli mammiferi come il riccio ed il prato, nella parte lasciata al naturale, a fronte delle 3 specie di tre anni fa, delle circa 10-12 specie attuali, si arricchirà sempre più di piante che seppur comuni nel territorio, sono tuttavia utili agli insetti e agli uccelli.





Cosa ho fatto?

1 – Ho favorito la sostituzione naturale dell’erbetta con piante spontanee, educate allo sfalcio, rimpicciolite negli anni.

2 – L’anno scorso ho piantato: una siepe di un arbusto autoctono utilissimo agli uccelli, il Biancospino (Crataegus monogyna); una siepe di Alloro selvatico (Laurus nobilis) recuperando plantule destinate ad essere sfalciate, in campagna; una siepe di 5 piante di Rosmarino.

3 – Tre anni fa ho piantato un ciliegio; sull’altro lato del prato l’anno scorso ho piantato 2 Berrette da prete (Euonymus europaeus), piante selvatiche ottenute da seme.


4 – Lo sfalcio del prato l’ho ritardato nel tempo, per mantenere al massimo le fioriture, soprattutto quelle di piante selvatiche che producono nettare come il Soffione (Taraxacum officinale) ed altre.


5 – Proprio per conservare una parte delle fioriture e mantenere lembi con piante selvatiche, ho fatto uno sfalcio differenziato: dopo aver selezionato le aree del prato più ricche di specie selvatiche, ho lasciato quelle parti senza passarci con il tagliaerba. Eventuali futuri sfalci estivi di queste aree le farò ad un’altezza di minimo 25 cm.


6 – Non faccio uso di nessun tipo di prodotto chimico fitosanitario ma solamente di rimedi casalinghi innocui: quando ad esempio i piccoli biancospini piantati l’anno scorso, sono stati colpiti dal mal bianco, li ho nebulizzati con semplice bicarbonato e acqua ed ho bloccato sul nascere l’attacco dell’oidio.


7 – Ho istallato sul prato una mangiatoia per uccelli selvatici, che rifornisco nel periodo invernale, oltre che una cassetta-nido nelle immediate vicinanze, abitata da una coppia di codirossi che catturano anche i vari insetti che si involano dal prato non sfalciato.



Una delle piantine di Alloro della siepe piantata nel 2014.

Una delle piantine di Biancospino, della siepe piantata nel 2014.


COSA DEVO FARE ANCORA: far ricoprire il muretto dello scivolo che porta al garage con delle piante d’edera (Edera elix, specie nominale, non cultivar); vorrei piantare ancora un profumatissimo e bellissimo alberello autoctono: l’Orniello (Fraxynus ornus).


ALCUNE FOTO

Ecco di seguito una carrellata di foto dello sfalcio conservativo del prato e le siepi di Biancospino e Alloro ai margini, piantati l'anno scorso. (Il testo continua sotto, dopo le foto).












COSA HO FATTO DA 20 ANNI A AD OGGI ATTORNO CASA



Su un lembo di terreno affianco ad un muretto, circa 15 anni fa ho seminato il rustico e spinoso Prugnolo (Prunus spinosa): ora è una bella siepe fruttifera che assieme ad altri alberi ed arbusti autoctoni, un orniello, vari sanguinelli (Cornus sanguinea), due alberi di alloro (Laurus nobilis) e vari alberi da frutto, utilizzando la tecnica dello sfalcio conservativo di lembi di vegetazione erbacea ed ammucchiando le potature, mai bruciate, assieme ad un rifugio per ricci, varie cassette-nido e ad uno stagno, contribuiscono a mantenere alta la ricettività faunistica attorno casa mia. Ma tutto questo sarà oggetto di un altro, futuro post!



Spero che questi miei consigli possano ispirare qualcun altro a migliorare naturalisticamente il loro giardino povero di alberi, arbusti, rampicanti…e piccoli animali selvatici! Per qualsiasi delucidazione o consiglio, contattatemi!



[Sante Cericola, 28.04.2015 – Fonte da citare: Sante Cericola - http://aiutiamolanaturasecondonatura.blogspot.it/2015/04/miglioramento-naturalistico-di-un.html].


CericolAmbiente&Natura sostiene il miglioramento naturalistico dei giardini, delle aree verdi, dei campi coltivati e offre la sua consulenza per lo studio e la conservazione della biodiversità, fornendo tra le altre, anche delle linee guida di gestione dei giardini, delle aree verdi, dei campi coltivati, atte a conservare la biodiversità. 



Testo e Foto di Sante Cericola


sabato 25 aprile 2015

LA PRIMA E L’ULTIMA CASETTA NIDO PER UCCELLI



LA PRIMA...



Nella foto sopra vi presento, nostalgicamente, per chi non se la ricordasse in vecchi post, la mia prima cassetta-nido, il mio primo tentativo, un po’ affidato alla casualità di allora, di realizzare una casetta nido per uccelli selvatici senza ancora aver alcuna cognizione tecnico-scientifica della cosa…Appesa ormai nel lontano marzo 1995, dopo 20 anni e l’ultimo restauro di quest’inverno (solo il tetto non è origine), sta ospitando una coppia di cinciarelle. Per decenni ha ospitato solo codirossi: nel suo ventennale la “Foglia 01” come la chiamo, dal marchio a fuoco che le ho impresso sulla facciata, ancora leggibile, festeggia con le cince! :D


...E L'ULTIMA CASSETTA-NIDO




Nella seconda foto sopra vi presento l’ultima mia cassetta-nido, un prototipo integralmente costruito con pannelli di recupero da 27mm di spessore, del tipo giallo per le armature da carpenteria, sverniciato. Questo tipo di “listellare” è formato da uno strato interno di lamellare ricoperto esternamente in ognuna delle due facce da un altro strato esterno di pannellatura, a fibra incrociata con la sottostante. Per l’occasione ho usato ganci a leva (non il classico sistema gancio-occhiello) per rendere ispezionabile il tetto. Nel suo battesimo la “TM01”, datata 02 febbraio 2015 (giorno dell’istallazione), sta ospitando una nidificazione di Passera mattugia ;)


[Sante Cericola, 25.04.2015 – Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/119981468560/?fref=nf].



lunedì 20 aprile 2015

GIARDINO VERTICALE CON CASSETTE NIDO!



Stasera, intento a fare una raccolta fotografica delle cassette-nido e bat box viste nei giardini, nei parchi, lungo le strade e anche trai grattacieli (O_o) di Londra nel 2014, rivedendo una foto che avevo scattato ad un edificio col giardino verticale, ad un margine di Hide Park, ho notato che quelle macchie rosse tra le piante sono cassette-nido! :D









 [Sante Cericola, 20.04.2015 – Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/119981468560/?fref=ts]


mercoledì 15 aprile 2015

NIDI ARTIFICIALI PER BALESTRUCCI




Premesso che la tutela dei nidi è irrinunciabile e che la loro distruzione è un reato, io i balestrucci li aiuto con queste strutture artificiali che mi diletto a costruire: sono quarti di sfera chiusi, dimensionalmente adatti al Balestruccio (Delichon urbicum), sia come volume interno che come foro d'ingresso. Li ho realizzati in cemento e altri materiali "leggeri" (argilla espansa e segatura); il cemento è armato con rete metallica legata alle staffe con cui ho avvitato (e posso svitare per la pulizia) la struttura ad una base di legno lamellare di 1,8 cm di spessore. 




Quest'anno ne ho realizzate alcune coppie come quella in foto. Se a qualcuno ne serve qualcuna, non ho trovato posti sufficienti dove appenderle e me ne sono avanzate alcune coppie. 




Negli anni ho notato che simili strutture si prestano ottimamente a rimpiazzare i nidi naturali malauguratamente tolti dall'uomo per le più svariate cause (ristrutturazioni degli edifici in primis): in questo caso li colonizzano subito; in altri casi, dove ci sono i nidi naturali, sono serviti ad aumentare il numero di nidificazioni; nel caso in cui c'è l'ambiente idoneo ma per il tipo di intonaco (liscio e senza cornicioni che fungano da basi d'appoggio) non riescono a fissare l'impasto di fango al muro, sono l'unica soluzione, a meno che non si renda l'intonaco del sottotetto o sotto balcone ruvido e grossolano o non si mettano mensole o sporgenze utili a far "appoggiare" inferiormente la struttura naturale e a rendere più "ruvido" e a grana grossa l'intonaco. [Sante Cericola, 15.04.2015].