giovedì 6 novembre 2014

L'Orbettino - Una lucertola senza zampe




Premetto che non è mia consuetudine prendere animali selvatici in mano, anzi, sono contrario a questo modo di “sfoggiarli” alla “documentario del pinco pallino americano 
spettacolarista”… 





Ho fatto un’eccezione proprio per farvi capire quanto l'Orbettino (Anguis fragilis) non sia assolutamente pericoloso e quanto sia quindi assurdo perseguitarlo. 




Caratteristica dell’Orbettino, come di molte lucertole, è che in caso di pericolo riesce a spezzare la coda che rimane a muoversi per distrarre i suoi potenziali predatori e che gli permette di fuggire. Lo stesso nome scientifico (A. fragilis significa “che si spezza”) identifica questa sua capacità. Inoltre ha le palpebre che si chiudono. 

L’Orbettino è una specie particolarmente longeva (accertati esemplari di oltre 50 anni!!!) che si nutre di lumache, insetti, lombrichi ed altro. 

Nota: l’esemplare in foto è stato maneggiato con delicatezza e per pochissimo tempo: non ha perso la coda proprio perché non è stato stressato. Nella foto sotto riprende la sua strada indisturbato.



[Sante Cericola, foto del 02.11.2014 - Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/119981468560/].




Testo e Foto di Sante Cericola

giovedì 16 ottobre 2014

IMPATTO DELLE LINEE ELETTRICHE SULL'AVIFAUNA - PUBBLICAZIONI




Nitticora (Nycticorax nycticorax) morta per collisione contro un cavo di un traliccio dell'alta tensione e rimasta appesa.


Per capire l'entità del fenomeno "Impatto delle linee elettriche sull'avifauna" vi linko l'omonima pubblicazione datata 1998 a cura di Vincenzo Penteriani - delegazione WWF Toscana. Leggendola e vedendo un po' di dati capirete le tipologie di impatto per tipo di traliccio e collocazione sul territorio...I dati sono preoccupanti. 



Comunque nel frattempo sono arrivate le linee guida ministeriali per ridurre questo impatto; vi linko di seguito anche la pubblicazione ISPRA



Diffondete tra i gruppi su facebook e sul web queste info e capite da voi che se ci sono impatti del genere sul vostro territorio, intervenire per ridurli si può!!! E TOCCA A NOI SOLLEVARE CERTE QUESTIONI E CERCARLE DI RISOLVERE perché sappiamo tutti che se non le prendiamo a cura noi, non lo farà mai nessun'altro! [Sante Cericola, 16.10.2014].

martedì 14 ottobre 2014

PASSERE MATTUGIA & ALLESTIMENTO RIFUGIO INVERNALE IN CASETTA NIDO




Stamattina 14 ottobre 2014, mentre facevo colazione, dalla cucina, ho visto tre Passere mattugia (Passer montanus) intente a darsi il cambio nell'allestimento a rifugio invernale di una delle mie cassette-nido. 





Una delle tre P. mattugia staccava foglie di Sanguinello (Cornus sanguinea) o suoi piccoli pezzetti e la portava nel nido artificiale. 

Dalle osservazioni di circa un'ora ho notato che le tre passere si davano il cambio nel portare materiale vario (foglie verdi di Sanguinello, pezzettini delle stesse e altri residui di materiale). 

Dopo mezz'ora si sono riposate per poco e più di una volta sono entrate ed uscite una alla volta, senza portare o tirare fuori nulla. Poi hanno ricominciato, sempre intervallandosi. 

Ad un certo punto il loro via vai ha attirato l'attenzione di una Capinera (Sylvia atricapilla) in cerca di cibo tra le fronde. La stessa Capinera si è posata anche sulla cassetta nido e, non so se a causa sua e di un'altro maschio di Capinera arrivato, hanno fatto scappare i 3 passeri per qualche secondo. Poi, ritornati, hanno ricominciato il via vai.


Colgo l'occasione per ricordare che le cassette-nido ed in genere tutte le tipologie di nidi artificiali, sono importanti non solo per offrire un sito riproduttivo primaverile-estivo a varie specie ma anche per dare un rifugio autunnale-invernale, in questo caso, a Passere mattugia che le usano anche in gruppo. 

Ecco alcune foto significative, scattate con mezzi di fortuna del momento. Ho realizzato anche dei video di cui ho caricato un brevissimo estratto sul gruppo Facebook "CASETTE NIDO - BAT BOX - NIDI ARTIFICIALI - CASSETTE NIDO" 



(FOTO 1) Presa di materiale all'interno e risistemazione con nuovo materiale. Per effettuare le manovre di inserimento del materiale l'esemplare in foto si riaffacciava con materiale nel becco e rientrava. Durante l'osservazione hanno anche buttato fuori dei piccoli rametti.
Ingrandimento FOTO 1

(FOTO 2) Una delle tre passere mattugia (più attiva delle altre) staccava foglie di Sanguinello e le portava nella cassetta-nido. In foto il passero a destra sta con una foglia in bocca.
Ingrandimento FOTO 2



(FOTO 3) Ancora la stessa Passera mattugia con la foglia in bocca.
Ingrandimento FOTO 3



(FOTO 4) Altra Passera mattugia con materiale in becco (lanugine?): aspetta che l'altra esca dalla cassetta nido per entrare.
Ingrandimento FOTO 4

(FOTO 5) Silvide curioso...Una Capinera (maschio) incuriosita dal movimento creato dai passeri sul suo arbusto, ispeziona qua e là il territorio.


Ingrandimento FOTO 5




(FOTO 6) La Capinera si avvicina alla P. mattugia che ha da poco strappato un pezzetto di foglia di Sanguinello che tiene in bocca. Dopo pochissimo arriva un altro maschio di Capinera e i passeri scappano per qualche secondo.



Ingrandimento FOTO 6






Testo e Foto di Sante Cericola


lunedì 6 ottobre 2014

AVIFAUNA - UNA DELLE MORTI PER COLLISIONE



Documentata una delle tante vittime dei cavi dei tralicci dell'alta tensione. Una Nitticora  (Nycticorax nycticorax) morta per collisione contro un cavo e rimasta appesa. 

Tantissimi uccelli ogni anno trovano la morte per collisione contro i cavi dell'alta tensione oppure per "elettrocuzione" sui cavi della bassa tensione. Pochissimi rimangono visibili come questo dopo la morte.

Foto scattare il 05 ottobre 2014 appena fuori dalla Riserva Naturale Regionale "Lago di Serranella" (CH). 

[Sante Cericola, post Gruppo Facebook CASETTE NIDO - BAT BOX - NIDI ARTIFICIALI - CASETTE NIDO del 06.10.2014].











Testo e foto di Sante Cericola

domenica 28 settembre 2014

CASSETTA NIDO SPECIFICA PER CODIROSSO


Ad agosto scorso ho realizzato una nuova cassetta-nido specifica per Codirosso (Phoenicurus phoenicurus). Il nido artificiale è della tipologia a parallelepipedo o “orizzontale”, con foro d’involo quadrato ed apertura per l’ispezione “a tetto”.

Pur essendo una specie originariamente legata alla presenza nel suo habitat di grossi alberi di latifoglie con cavità naturali, il Codirosso si è adattato a nidificare anche in cavità di edifici rurali, di case coloniche ed in tutte le cavità che possono offrire le fattorie ed i parchi cittadini. Dalla mia esperienza personale nelle case di campagna in media collina, è tipica la sua occupazione di vecchi tubi di sfiato in disuso di stufe, di un diametro minimo di circa 10-12cm, rimasti ancora incastonati nel muro e non chiusi esternamente da retine o tappati.

Femmina e maschio di Codirosso (Phoenicurus phoenicurus) a confronto.

Oltre alla struttura a parallelepipedo che sto per presentare, il Codirosso non disdegna la classica cassetta nido “standard” ma la predilige con un’altezza foro-pavimento ridotta (nel caso della cassetta nido orizzontale 5cm; nel caso della casetta chiusa standard 10cm) ed un foro d’ingresso più grande (nel caso della struttura orizzontale un’apertura quadrata 5x5cm o nella casetta chiusa standard un foro circolare di 4cm).


Cassetta-nido specifica per Codirosso - Modello a parallelepipedo o orizzontale.

Il modello in foto è stato dotato di un listello orizzontale posteriore, in previsione della sua istallazione su muro, previo uso di tasselli e viti. Inoltre l’apertura per l’ispezione e la pulizia annuale della struttura è a tetto, apribile previo classico sistema di cerniere e ganci di bloccaggio.



Se vogliamo favorire la nidificazione del Codirosso, dobbiamo istallare la cassetta nido poco prima del suo arrivo; solitamente i maschi arrivano prima delle femmine, a fine marzo, inizi aprile. Il Codirosso infatti è un uccello migratore che sverna fondamentalmente in Africa e torna in Italia e nel resto d’Europa per nidificare.

Istallerò il nido artificiale per Codirosso entro la metà di marzo, sul muro di un edificio rurale, ad un’altezza di circa 4 metri.

La cassetta nido specifica “orizzontale” per Codirosso è stata realizzata usando tavole di legno massello di 2,2cm di spessore ed unendo le tavole con l’uso di viti truciolari.

Tra le rifiniture finali della struttura, per aumentarne la durabilità, ho nascosto le teste delle viti usando pasta di legno, preparata con la stessa segatura delle tavole usate. Quest’accorgimento appare superfluo se, come ho fatto successivamente, si tratta il legno (nella sola parte esterna della struttura) con due passate di impregnante per legno e altre due passate di flatting. 
I prodotti che ho usato sono tutti a base acquosa, atossici ed inodore. Le loro schede di sicurezza non riportano rischi per l’operatore o per l’ambiente. Tuttavia è buona pratica non trattare affatto la struttura,  ma ricostruirla o sostituire le parti danneggiate dal tempo, dopo alcuni anni, al decadere della stessa; è un’attività che vi manterrà in esercizio e sempre attenti all'integrità della stessa struttura e dei suoi abitatori.



In fine la cosa più bella è vedere il maschio di Codirosso che dopo aver fatto migliaia di chilometri, arriverà da voi, ispezionerà la casetta e successivamente la femmina la sceglierà ed inizierà a portarvi il materiale per la costruzione del nido!

Cosa ancora più soddisfacente ed appagante è poi vedere che le coppie hanno memoria del loro luogo di nidificazione e vi ritorneranno per anni ed anni!

Chiudo la presentazione della casetta specifica per Codirosso con una carrellata di foto della stessa e con l’augurio che anche voi istalliate una cassetta nido per Codirosso che assieme a quella "standard" per cince (Cinciallegra e Cinciarella in primis) e Passere mattugia, rappresentano di solito le prime esperienze d'uso dei nidi artificiali, che spero motiveranno anche voi, come è successo con me, ormai da 20 anni fa, ad aiutare la Natura e non solo istallando nidi artificiali ma anche e soprattutto conservando il più possibile ciò che di naturale c'è attorno a voi, come gli alberi vetusti, le siepi di specie autoctone, le alberature, le bordure naturali, i prati, gli stagni e magari ricreandoli ove necessario. 


Troverete ulteriori informazioni sul Codirosso ed i progetti di realizzazione sia della cassetta specifica “orizzontale” che di quella chiusa standard per Codirosso sul link seguente: http://www.ebnitalia.it/QB/QB003/codirosso.htm

Inoltre se volete avere una struttura come quella che ho realizzato ma anche molte altre, per molte altre specie, potete richiederle all’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina ONLUS, seguendo le istruzioni presentate al seguente link: http://icolibri.blogspot.it/p/condizioni-generali-gli-articoli.html









[Testo e Foto di Sante Cericola]

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martedì 16 settembre 2014

CASETTE NIDO PER UCCELLI? SOLO PER OGGI NO! :)




Questa volta, dopo aver pensato a pipistrelli ed uccelli, ricci ed anfibi e rettili vari, dopo aver realizzato cassette per pipistrelli (le bat box), casette nido e mangiatoie per uccelli, stagni e punti d’acqua, rifugi per ricci e per insetti, dopo aver piantato piante autoctone per migliorare l’ambiente (se siete interessati visitate, oltre a questo blog, anche il gruppo delle cassette-nido su Facebook  al link https://www.facebook.com/groups/119981468560/?fref=ts) ho pensato anche al mio gatto, in vista del freddo invernale. 



Messo in pensione il suo vecchio rifugio, utilizzato da generazioni di gatti (e un cane) costruito da me e mio padre nel 1990, ancora funzionante ma cambiato di destinazione, ecco appena “posata” la nuova “Casetta Liz” orgogliosamente realizzata con soli materiali di recupero! 

La casetta-rifugio è stata realizzata senza aver acquistato nulla, senza cioè aver abbattuto nuovi alberi ma riutilizzando tutto per quanto riguarda il materiale legnoso. Acquistate solo viti e impregnante e flatting all’acqua, atossici ed inodore, con cui è stata trattata la sola parte esterna della struttura. Le tavole ad incastro ed i listelli sono tornati “in vita” dopo una meticolosa scartavetratura a mano e chiusura dei fori di passate inchiodature.

Il gatto ha subito ispezionato il suo futuro rifugio invernale e dopo mezz'ora era già allungato a riposare al suo interno   ;) 

Ecco alcune foto   :)











...A tre ore dall'istallazione...



PS 

Presto, per tornate nel tema centrale del presente blog, nuove foto di cassette nido e mangiatoie per uccelli, in vista dell'autunno/inverno! Nuove foto di arbusti autoctoni utili alla fauna! 
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[Testo e foto di Sante Cericola]


venerdì 15 agosto 2014

MIGLIORIAMO NATURALISTICAMENTE L'AMBIENTE IN CUI VIVIAMO!



Ecco di seguito la mia esperienza riguardo le piante che ho ripiantato e/o regalato negli anni.


Dal 1998 ad oggi ho piantato e/o regalato circa 500 piante tra roverelle, cerri, farnie, aceri campestri, lecci, ornielli, biancospini, allori, sanguinelli, prugnoli, pioppi neri, pioppi bianchi, salici rossi, salici bianchi, ciliegi selvatici, perastri, olmi campestri, frassini maggiori, ontani neri, ligustri volgari. Tutte piante forestali autoctone dell'area dove vivo, di ecotipo locale e piantate nelle loro condizioni ecologiche ottimali. La maggior parte delle piantine le ho seminate io prima in fitocella e poi ripiantate, le altre le ho riprodotte con altri metodi; altre ancora le ho richieste al vivaio comprensoriale locale della forestale.



In foto una delle roverelle che ho piantato nel 2000, la foto risale al 30 giugno 2014. Questa Roverella (Quercus pubescens) era alta 30cm quando l'ho piantata a terra. Ora supera i 9,5metri ed è una delle più rigogliose piantate in quell'anno! Io credo fermamente nel migliorare le aree marginali dei nostri campi, giardini, aree verdi varie, offrendo alla natura le piante naturali autoctone di cui l'abbiamo privata con la modernizzazione e l'antropizzazione.

Vi invito a leggere la pagina di questo blog con la mia esperienza documentata nel 2013, "Un vivaio forestale fai da te". 
Grazie!



[Testo e foto di Sante Cericola]